WWF SEZIONE DEL VULTURE
------ FEDERICO HARTIG -----

 

Il territorio del Vulture
Le ultime iniziative
La Lontra Europea
 

 

LA LONTRA EUROPEA (Lutra lutra L.)
NELLA VALLE DELLA FIUMARA DI ATELLA

di ANTONELLA VORRASI 
 
RESPONSABILE DEL "GRUPPO LONTRA" SEZ. WWF DEL VULTURE "F. HARTIG"

..."Comuni vi erano le lontre, di cui nella notte si udiva il rumore che fanno guazzando nelle acque, presso le rive, in traccia di preda"... Guido Cavanna, Al Vulture e al Pollino, Bollettino Società Entomologica Italiana, XIV, 1882.

PREMESSA

La Lontra europea, Lutra lutra, è un carnivoro della famiglia dei Mustelidi, sottofamiglia Lutrini.

Era un mammifero comune e diffuso in tutta Italia all'inizio del secolo (Cavazza, 1911; Ghigi, 1911; Bonelli e Moltoni, 1929). Nel corso degli anni, per la pressione venatoria avvenuta fino al 1977, per l'inquinamento e la distruzione del proprio habitat, la Lontra è scomparsa dalla maggior parte dei fiumi italiani. Nel 1975 P. Wayre, nel visitare alcune aree italiane, espresse i propri timori sulle reali condizioni della specie (Wayre, 1976). Nel 1982 Macdold e Mason effettuarono una ricerca (secondo le metodologie dell'Otter Specialist Group) lungo i fiumi del centro-sud d'Italia, e, su 188 siti visitati, ne trovarono soltanto 16 positivi (Macdonald e Mason, 1982c, 1983b). Da qui la necessità di uno studio più approfondito sulla effettiva presenza della Lontra in tutte le regioni italiane. Così nacque, nel novembre del 1982, nell'ambito del WWF-Italia, il "Gruppo Lontra Italia" affiliato all'Otter Specialist Group dell'IUCN e coordinato da Fabio Cassola (Cassola, 1982a, 1986a).

Negli anni 1984-1985, furono percorsi i fiumi italiani alla ricerca di eventuali segni della presenza della Lontra (Cassola, 1986a). In Lombardia nel 1983 fu trovato un solo sito positivo (Lago di Mezzola), successivamente non furono più trovate le tracce del mustelide (Prigioni, 1983, 1986; Pustorino, 1986; Pustorino e Beltramo, 1987). In Friuli (Lapini, 1986) e in Liguria (Cenni, 1986) è stato  trovato un solo sito di marcatura. In Piemonte (Bovio, 1986), in Trentino Alto Adige (Pedrini,1986; Fattor, 1986) e in Veneto (Rallo, 1986) la Lontra è risultata assente. In Emilia Romagna solo presso le valli del Comacchio sono stati accertati 4 siti positivi (Bogliani, 1986).

In Toscana il mustelide è presente lungo i fiumi Merse, Farna, Albegna, Fiora e sul lago di Burano (Cenni, 1986b; Nardi, 1986; Reggiani e Loy, 1986). In Lazio, soltanto lungo il fiume Fiora, è stata trovata una discreta popolazione di Lontre (Arcà, 1986; Reggiani e al., 1986; Cannerini, 1986; Tinelli e Tinelli, 1986a; Canu e Penteriani, 1986). In Umbria (Mariani e Inverni, 1986), nelle Marche (Pandolfi, 1986) e in Abruzzo (Febbo e Pellegrini, 1986; Boscagli,1986) la Lontra è assente. Scarsi i siti positivi in Molise (Pellegrini e Febbo, 1986), in Puglia (fiumi Fortore, Ofanto, Carapelle e il lago di Lesina) (Pennacchioni, 1986) e in Calabria (lungo il fiume Crati) (Arcà, 1986b) . In Sicilia la Lontra risulta scomparsa dal 1800 (Tinelli e Tinelli, 1986b). In Campania la Lontra è presente lungo i fiumi: Calore Lucano, Mingardo, Bussento, Sele, Ofanto, Calore Irpino, Alimenta, Tenza, Pietra-Sammaro, Fasanella (Ghigi, 1911; Cassola, 1981b; Macdonald e Mason 1982b, 1983b; Canu, 1986; Genovese, 1986).

In Basilicata la Lontra ha marcato il proprio territorio sui fiumi Basento, Agri, Noce, Sinni e Ofanto. Dei 69 siti visitati, 21 sono risultati positivi, il 30,4% del totale (Loy e Racana, 1986).

La ricerca del "Gruppo Lontra" ha quindi accertato che su 1300 siti visitati, solo 80 sono risultati positivi, cioè il 6,2% del totale (Cassola, 1986).

Le ricerche effettuate negli anni 1987-1991 hanno evidenziato che il mustelide era presente sui fiumi Agri e Basento in Lucania, sul Fiora fra Lazio e Toscana e sul Calore in Campania. Tuttavia, tali popolazioni, poco numerose, localizzate e tra loro isolate, non sono apparse tali da garantire la propria sopravvivenza nel lungo periodo (Prigioni, Fumagalli, 1993). Nel 1989 un'indagine lungo il tratto medio del fiume Ofanto, ha portato al rinvenimento di fatte e impronte del mustelide (A.Vorrasi, com. pers.).

Dal 1993 si sta monitorando l'intero tratto della Fiumara di Atella, affluente lucano del fiume Ofanto, con il rinvenimento di numerosi spraints e impronte della Lontra (G. Botte, C. Libutti, A. Vorrasi).

La Lontra è stata sempre presente in quest'area: ne è testimonianza la pelle di un esemplare qui cacciato, oltre al ricordo degli anziani frequentatori del luogo.

Nella provincia di Matera si stanno monitorando i fiumi Bradano e Covone ed anche qui, la presenza del mustelide è stata accertata (M. Montemurro, com. pers.). Altre indagini hanno rilevato la presenza della Lontra, in Campania, su alcuni torrenti dei Monti Lattari e sui fiumi Picentino e Calore Irpino (Fasano e Genovese, in stampa; Kalby, 1994).

La ricerca della sezione WWF del Vulture, si propone di acquisire tutta una serie di dati necessari ad un'analisi dello stato della popolazione del mustelide nonchè delle condizioni complessive dell'ambiente acquatico della Fiumara d'Atella, nel suo ruolo di habitat della Lontra. Tutto questo ha lo scopo di individuare possibili interventi di prevenzione, di risanamento e di gestione dell'ambiente locale.

AREA DI STUDIO

La sorgente della Fiumara di Atella si trova a Castel Lagopesole (m 700 s.l.m.), in provincia di Potenza, in Basilicata. Il corso d'acqua, dopo aver percorso circa 30 km, sfocia nel fiume Ofanto a m 300 s.l.m.

La Fiumara d'Atella presenta due diversi tipi d'ambiente:

1) il tratto che va dalla sorgente fino al ponte di Atella costeggia la SS 93 e piccoli centri urbani, confina con terreni coltivati e soltanto in alcune zone una fitta vegetazione ricopre le rive. Qui confluiscono gli scarichi dei depuratori comunali e di un polo industriale. La Lontra qui non è presente.

2) La parte successiva del corso d'acqua ha una lunghezza di diciotto km circa, scorre protetta in una valle ad un'altitudine di 300m s.l.m., e sfocia nel fiume Ofanto.

Il corso d'acqua presenta ambienti diversi: ripide rive, una folta vegetazione fluviale, anse e in alcuni tratti essa si distende su ampi letti, il tutto protetto da boschi di querce.

Non vi sono strade, né centri abitati, né terreni coltivati e neanche cave.

Non vi è alcun tipo di disturbo. La Fiumara è frequentata da non molti pescatori e su una sola riva è consentita la caccia.

Sull'intero tratto sono presenti le tracce della Lontra.

Le acque del tratto basso della Fiumara sono abbastanza pulite. Sono, tuttavia, previste delle analisi specifiche per una più attenta valutazione dell'ecosistema fluviale.

Il flusso d'acqua ha una buona portata per tutto l'anno. Sono, infatti, presenti diverse sorgenti e numerosi affluenti: i torrenti Arvivo, Bradano, La Levata, Sterpeto e Vonchia.

La Fiumara è ricca di fauna ittica: Anguille (Anguilla anguilla), Cavedani (Leuciscus cephalus), Barbi (Barbus spp.), Rovelle (Rutilus rubilio), Triotti (Rutilus aula), Carassi (Carassius carassius), Lasche (Chondrostoma genei).

L'avifauna annovera l'Airone cinerino (Ardea cinerea), il Germano reale (Anas platyrhynchos), la Poiana (Buteo buteo), i Nibbi reale (Milvus milvus) e bruno (Milvus migrans), l'Astore (Accipitur gentilis), il Gheppio (Falco tinnunculus), il Martin pescatore (Alcedo atthis), il Corriere grosso (Charadrius hiaticula), il Beccaccino (gallinago gallinago), la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), il pendolino (Remiz pendelinus).

Tra i mammiferi si annovera la presenza del Cinghiale (Sus scrufa), della Faina (Martes faina), della Lepre (Lepus europaeus), del Riccio (Erinaceus europaeus), della Volpe (Vulpes vulpes), del Tasso (Meles meles), della Donnola (Mustela nivalis), del Moscardino (Muscardinus avellinarius).Vi è la presenza stabile del Gatto selvatico (Felix sylvestris) e quella sporadica del Lupo (Canis lupus).

La vegetazione è quella tipica dei corsi d'acqua peninsulari a regime torrentizio. Alle specie arboree tipicamente ripariali come Pioppi (Populus spp.), Salici (Salix spp.), si susseguono formazioni di Aceri (Acer spp.), Frassini (Fraxinus spp.), Ontani (Alnus spp.), Olmi (Ulmus spp.), Castagni (Castanea sativa), Noci (Juglans regia), Faggi (Fagus selvatica).

Il corso d'acqua è circondato e protetto da un bosco di Querce (Quercus spp.) che dai 300m sale fino ai 700m s.l.m.

Le forti escursioni di portata della Fiumara determinano la creazione di numerose pozze che favoriscono il proliferare di una vegetazione tipicamente palustre: Cannuccia comune (Phragmites communis), Tifa (Typha spp.), Nasturzio (Nasturtium officinale), Coltellaccio (Sparganium ramosum), Sagittaria (Sagittaria spp.), Sedano sommerso (Apium inundatum), Lenticchia d'acqua (Lemna minor).

METODI

La ricerca della sezione WWF del Vulture consiste nel percorrere in acqua, con frequenza mensile, l'intero fiume e nell'ispezionare le rive, i sassi affioranti, i ghiaieti ed i tronchi.

Una volta trovato il sito di marcatura, si procede ad un'analisi generale dell'ambiente circostante e vengono annotati:

- la data del sopralluogo e l'ora per ogni ritrovamento,

- il numero progressivo relativo alle fatte ritrovate in quel giorno,

- il punto del fiume ove è collocato il sito,

- il punto geografico individuato mediante carte topografiche I.G.M. 1:25.000, 1:10.000 e su rilievo aerofotogrammetrico,

- le caratteristiche del biotopo nel punto considerato,

- il tipo di vegetazione prevalente a riva,

- la velocità della corrente (stagnante, tenue, debole, forte, rapida),

- la distanza del sito dall'acqua ( 0m; < 0,5m; 0,5-1m ; 1-2m ; 2-3m ; 3-5m ; > 5m ),

- il tipo di substrato su cui è posto lo spraint (pietra, masso, tronco, erba ecc.),

- la qualità dello spraint (liquido, fresco, secco, vecchio, molto vecchio ),

- la lunghezza dello spraint.

Vengono inoltre fotografati il sito e l'ambiente circostante.

Gli spraints sono raccolti in contenitori sterili riempiti con alcool etilico, ed inviati all'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica che conduce analisi sulla variabilità genetica della specie.

RISULTATI

Il gruppo di ricerca nei sopralluoghi ha sempre trovato le fatte della Lontra, ad eccezione dei periodi in cui il fiume era in piena. Dopo giorni d'intensa pioggia, il numero delle fatte è modesto. Percorrendo gli stessi tratti di fiume, in asciutto, il numero delle fatte è più alto. Sono state raccolte in tutto 236 fatte.

I siti di marcatura sono presenti ovunque: nelle insenature, nei luoghi più impervi e in quelli ricchi di vegetazione ma anche dove il fiume si distende su ampi letti e nei tratti senza copertura vegetale. Gli spraints sono depositati soprattutto in acqua su grandi e isolati sassi affioranti, ma anche su isolotti di ghiaia.

Le fatte si trovano, spesso, sui medesimi sassi. Di frequente la marcatura del territorio è effettuata su siti molto vicini. Lungo le rive, i massi prescelti sono più piccoli. In una sola occasione il loco di marcatura si trovava su un tronco coricato sull'acqua. Non abbiamo mai trovato spraints sull'erba. Le orme della Lontra sono rinvenute con minore frequenza.

Le prime analisi sulla dieta del mustelide attestano la presenza delle seguenti specie ittiche: Rutilus spp., Leuciscus spp., Barbus spp. (F.Cecere, com. pers.). Tali specie ittiche sono le stesse trovate nei fiumi lucani Agri, Basento, Bradano e Sinni, e che ospitano anch'essi popolazioni di Lontre (Fumagalli e Prigioni, 1991).

Dai dati raccolti dalla sez. WWF del Vulture, si evince che nella Fiumara la popolazione di Lontre è stabilmente presente e costante nel tempo.

CONCLUSIONI

L'intera area del Vulture, ricca di sorgenti, torrenti, fiumi, laghi e dighe insieme con una buona copertura vegetazionale, è un luogo naturale e vitale per la Lontra. L'area del Vulture è di estremo interesse per il mustelide: presenta caratteristiche ambientali in gran parte intatte e si colloca in una posizione geografica favorevole per le potenzialità di connessione con altri bacini idrografici interessanti per la Lontra.

Grazie a quest'ampio bacino e alla spiccata capacità di movimento, il mustelide potrebbe utilizzare tale rete idrografica come una sorta di corridoio faunistico. In questo modo esso potrebbe raggiungere i fiumi della Basilicata e della Campania che ospitano altre popolazioni, così da evitare la frammentazione, l'isolamento e la sopravvivenza della propria specie.

Da un'analisi cartografica è evidente la fitta rete idrografica che la Lontra può o potrebbe utilizzare.

E' necessario creare un ambito protetto che tuteli uno degli ultimi ambienti che ancora ospita una popolazione vitale di Lontre. In tal modo si potrebbe preservare la popolazione qui presente e garantire la sua la vitalità e la sopravvivenza nel lungo periodo.

L'area della Fiumara è limitrofa alla Riserva Orientata "Grotticelle" che ospita il Lepidottero Acanthobrahmaea europea Hrtg., unico rappresentante europeo della famiglia Brahmaeidae che vive soltanto nelle regioni asiatiche (Hartig, 1963; Rougeot, 1971; Parenzan, 1977; Tremblay 1986 ).La larva di questo lepidottero vive sulle foglie del Fraxinus oxycarpa Bisb., pianta del Miocene, di origine balcanico-asiatica piuttosto rara nell'Europa occidentale (Schmidt, 1963).

Inoltre, ampie zone limitrofe alla Fiumara di Atella, sono di proprietà dello Stato: questo renderebbe più semplice l'istituzione di una nuova Area Protetta per la salvaguardia e la tutela della Lontra.

ABSTRACT

Since 1993 the group of Vultur's WWF has been monitoring the torrent of Atella where the group itself has noticed and verified the constant presence of the European Otter.

It has occurred as a result of the discovery of faeces on the territory.

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